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L’ email marketing schiaccia Twitter e Facebook per vendere online.

Nel 2013, nessuna azienda può aspettarsi di essere presa sul serio se non è su Facebook o Twitter. Un numero infinito di web agency avverte le imprese del rischio di non usare i social media, ovvero di diventare come le aziende che un secolo fa pensavano di non aver bisogno del telefono.

Tuttavia, è ancora la relativamente antica tecnologia che sembra essere di gran lunga più importante per vendere i propri prodotti o servizi online. Il nuovo rapporto marketing di Custora rileva che nel corso degli ultimi quattro anni, i rivenditori online hanno quadruplicato il tasso di acqusizione clienti tramite e-mail, raggiungendo quasi il 7 per cento.

Facebook, nello stesso periodo, si qualifica a malapena come un modo per fare vendite,  la piccola percentuale di persone che si connettono e compra su Facebook è rimasta piatta. Twitter, ancora peggio, non si afferma affatto.

Secondo il rapporto, di gran lunga la modalità più diffusa per ottenere i clienti è stata la “ricerca organica” (motori di ricerca), seguita dagli annnunci “pay to click” (in poche parole: Google).

 

 

Custora ha analizzato i dati provenienti da 72 milioni di clienti su 86 diversi siti di rivenditori, rintracciandone la provenienza (e-mail, Twitter, Google, …), che cosa e quanto hanno comprato, e non solo in quella visita, ma per i due anni successivi.

Nel corso di questi due anni, Custora ha scoperto che i clienti provenienti dai motori di ricerca sono stati più profittevoli del 50%  rispetto alla media. In altre parole, erano più propensi e motivati a fare acquisti.

I clienti provenienti dalle email sono motivati più dell’11% della media, i clienti di Facebook nella media e i clienti di Twitter, nel frattempo, sono stati il 23% meno favorevoli durante i due anni successivi al primo click.

“Non necessariamente Twitter è di per sé un brutto modo di fare affari (marketing online), ma non abbiamo visto molte buone strategie su Twitter in questo momento”, dice Aaron Goodman, esperto dati di Custora.

 

 

L’email ha sicuramente un certo vantaggio rispetto agli altri metodi. Gli acquirenti hanno già dato i loro indirizzi ad un sito, questo ci suggerisce che hanno già qualche rapporto con quel rivenditore. Eppure, nonostante la valanga di spam che tutti noi riceviamo, è facile capire quali possono essere i vantaggi di un mezzo che ha maggior possibilità di personalizzazione e la mancanza di un limite di 140 caratteri.

In conclusione, le scoperte di Custora non promettono nulla di particolarmente buono per i modelli di business dei social media, in particolare per Twitter. Naturalmente, gli annunci su Facebook e Twitter non sempre devono risultare in click per avere un impatto. Hanno ancora il potenziale di lavorare sulla diffusione del marchio e sulla consapevolezza da parte dei clienti della nostra esistenza. Ma, secondo Custora, sono gli annunci di Google, che portano al Santo Graal, cioè alla “conversione” in clienti.

Per essere onesti, Google ha avuto circa 10 anni di vantaggio per capire come trasformare la ricerca in vendite. E ‘difficile immaginare che nel prossimo decennio anche i social media non saranno un canale importante per la vendita. A mio parere le aziende non dovrebbero sicuramente abbandonare i social media, ma utilizzarli più per incidere nella fase di considerazione del cliente presentandogli l’esperienza dei sui pari, gli altri clienti.

Ho trovato quasta ricerca interessante perchè avvalora il perchè durante i nostri incontri con i clienti proponiamo sempre di prendere prima in considerazione un servizio serio di posizionamento sui motori di ricerca, seguito da politiche di email marketing o sms marketing e poi correre ai social media, troppo spesso consigliati da cognati smanettoni, amici e nipoti a cui sfuggono le differenze tra le leve del web marketing e del social media marketing.

 

Stefano Robolas
Web Marketing Tutor

AUTHOR - Andrea Billi

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